
Rolando Gabaro. Quando le foglie assumono una nuova vita
Finite in terra, trattate spesso con indifferenza, calpestate, raccolte e gettate in discarica, le foglie solo apparentemente giungono a fine vita.
Dialogo, oggi, con Rolando Gabaro, fotografo attualmente in mostra con “Foglie che rivivono” presso la Galleria Civica Ezio Mariani di Seregno, il cui valore artistico ha saputo portare a nuova esistenza foglie secche, tramutandole in coloro che le osservano attentamente in immagini diverse, immagini nel quale ognuno può vedere ciò che la mente gli suggerisce.
Questo processo si chiama pareidolia.
Il suo lavoro è qualcosa di unico, mai visto. Un misto di creatività, bellezza e poesia. Come nasce questo progetto fotografico?
Nasce durante il covid, la discarica era chiusa e non si poteva portare il verde.
È successo che, camminando tra le foglie in giardino e spostandole, una di esse mi ha guardato.
Mi sono detto: mi sta dicendo qualcosa?
Si può dire che tutto è partito cinque anni fa e poi ho continuato questa ricerca.
La mia prima mostra è stata nel gennaio 2023 in Gallerie Civica Ezio Mariani.
Due anni ancora di ricerca con altri ventotto nuovi scatti.

Mi sta dicendo che il caso è stato alla base di un pensiero, di un’idea. Entriamo nel merito di quanto sta all’origine di questa sua ricerca.
Sì, sono immagini di foglie secche che, però, suggeriscono altre immagini.
Foglie che all’inizio della loro vita erano piatte perché dovevano prendere luce, dopo uno o due inverni la loro forma si è trasformata: da piatta a scultorea.
Anzi, sembra tridimensionale.
Importante è anche la tecnica.
Sono fatte con il bracketing focus.
Le foglie, infatti, sono piccole e hanno una certa profondità, quindi, per poter mettere tutto a fuoco quando lo si desidera è indispensabile utilizzare il braketing focus
Si fanno più scatti spostando il complesso macchina fotografica-obiettivo con una slitta micrometrica.
Per finire, c’è un software che, si può dire, li mangia fino a estrarre un’unica immagine.
C’è anche una particolarità, lei non opera in post produzione.
Esatto, nessuna correzione, né prima con la foglia perché non la voglio rovinare o staccarle delle parti, né dopo…in sintesi, nessun intervento sulla foglia e neanche di post produzione.
Solo luce laterale per fare uscire canyon e vette.

Noto il forte legame con la psicologia. Guardando i suoi scatti ho pensato al test di Rorschach. Quello che vede lei può essere diverso da quello che vede l’osservatore.
Tutto è legato all’interiorità, alla personalità.
Esatto, ho voluto dare la mia lettura con il titolo ad ogni immagine.
Ben venga se ogni persona vede anche altro.
Se uno non vede niente, può sempre chiedermi perché ho dato quel titolo.
In ultimo le chiedo: quali sono, secondo lei, le potenzialità della natura rispetto alla vita dell’individuo.
La natura è potente.
Nel mio scritto, esplicitamente, ringrazio Madre Natura.
Quello che porto in mostra è merito della natura, io ho solo raccolto una foglia, messa in posizione e fotografata con luce radente.
Il mio intervento è stato minimalista.
Sempre grazie alla natura.

Foglie che rivivono
Mostra personale di Rolando Gabaro.
15-23 febbraio 2025
Orari visita Da lunedì a venerdì 15-19 sabato e domenica 10-12/ 15/19
Galleria Civica Ezio Mariani Seregno
Via Cavour 26
Mara Cozzoli
